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Si può davvero contrarre MST comprando vestiti di seconda mano?

Le infezioni sessualmente trasmissibili si diffondono attraverso il contatto sessuale diretto, per via ematica o da madre a figlio. Nessuna di esse si…

Femme inspectant une veste en jean d'occasion sur un marché aux puces, vêtements de seconde main et hygiène

Le infezioni sessualmente trasmissibili si diffondono tramite contatto sessuale diretto, per via ematica o dalla madre al bambino. Nessuna di esse si trasmette tramite un indumento appoggiato su un appendiabiti di un negozio dell’usato. La confusione deriva dal fatto che alcune affezioni cutanee, invece, possono teoricamente sopravvivere su tessuti, ed è questo equivoco che alimenta la paura.

Perché i virus delle IST non sopravvivono sui tessuti

L’HIV, il virus dell’epatite B e il treponema pallido (responsabile della sifilide) hanno un punto in comune: hanno bisogno di un ambiente biologico umido e caldo per rimanere vitali. Fuori dal corpo, questi agenti patogeni perdono la loro capacità infettiva in pochi minuti a poche ore a seconda delle condizioni.

Un indumento di seconda mano, anche se indossato senza lavaggio preventivo dal suo precedente proprietario, è stato esposto all’aria aperta, manipolato, piegato, trasportato. L’HIV non si trasmette tramite tessuti, e quasi tutti i patogeni responsabili delle IST classiche nemmeno. Lo stesso vale per la sifilide, la gonorrea o i clamidia, che richiedono un contatto mucoso diretto.

La questione delle IST e indumenti di seconda mano torna regolarmente nei forum, alimentata da un’inquietudine comprensibile ma priva di fondamento microbiologico per quanto riguarda le infezioni sessualmente trasmissibili in senso stretto.

Uomo che legge un'etichetta di igiene su un indumento in un negozio dell'usato, rischi sanitari indumenti di seconda mano

Scabbia, funghi, pidocchi del corpo: i veri rischi degli indumenti di seconda mano

Se le IST non pongono problemi, altri agenti infettivi meritano invece di essere considerati. La distinzione è fondamentale: non si tratta di malattie sessualmente trasmissibili, ma di affezioni cutanee o parassitarie capaci di sopravvivere su fibre tessili.

Il sarcopte della scabbia

Il parassita responsabile della scabbia, Sarcoptes scabiei, si trasmette principalmente tramite contatto prolungato pelle a pelle. La trasmissione indiretta tramite indumenti o biancheria resta possibile ma rara. Il sarcopte può sopravvivere fino a tre giorni fuori dalla pelle umana nelle fibre di un tessuto, il che rende teoricamente rischioso un indumento intimo acquistato il giorno prima.

In pratica, questo scenario presuppone che l’indumento sia stato indossato di recente da una persona infestata e che non abbia subito alcun trattamento nel frattempo. Su una piattaforma di rivendita o in un negozio dell’usato, il tempo intercorso tra l’ultimo utilizzo e l’acquisto riduce notevolmente questa probabilità.

I dermatofiti (funghi cutanei)

Alcuni funghi responsabili di micosi possono persistere sui tessuti, in particolare nelle scarpe o negli indumenti sportivi aderenti. Gli articoli a contatto intimo con la pelle sono i più a rischio: biancheria intima, costumi da bagno, calze, scarpe.

I pidocchi del corpo

Contrariamente ai pidocchi della testa, i pidocchi del corpo vivono nelle cuciture degli indumenti e non sul cuoio capelluto. Possono trasmettersi tramite la condivisione o l’acquisto di indumenti infestati. Questo rischio rimane marginale nel circuito dell’usato classico, ma esiste di più per i capi non lavati venduti in blocco.

Lavaggio e trattamento termico: l’unica prevenzione affidabile

Il fattore di prevenzione più efficace contro questi rischi realistici non è uno spray disinfettante o un passaggio in congelatore improvvisato. Il trattamento termico elimina quasi tutti i patogeni tessili.

Ecco i gesti che proteggono concretamente:

  • Lavare l’indumento ad alta temperatura (almeno 60 °C) prima di indossarlo. Questa soglia distrugge i sarcopti della scabbia, i funghi e i batteri cutanei più resistenti.
  • Passare l’indumento nell’asciugatrice a calore elevato se il tessuto lo consente. La combinazione di lavaggio caldo e asciugatura calda aumenta l’efficacia del trattamento.
  • Per i tessuti delicati che non sopportano il calore (seta, lana delicata), un isolamento di diversi giorni in un sacchetto ermetico permette di eliminare i parassiti per privazione di contatto umano.
  • Le scarpe, impossibili da lavare in lavatrice, possono essere trattate con uno spray antifungino adeguato, quindi aerate per diversi giorni prima dell’uso.

Un semplice programma di lavaggio a bassa temperatura, invece, non è sufficiente per eliminare tutti i microrganismi. L’acqua tiepida e il detersivo standard uccidono una parte dei batteri, ma non gli agenti più resistenti come le spore fungine.

Indumenti di seconda mano posati con prodotti di disinfezione tessile su un tavolo, igiene e IST indumenti usati

Indumenti intimi di seconda mano: bisogna evitarli?

La categoria di indumenti che concentra il maggior numero di interrogativi rimane quella degli indumenti intimi. Il contatto diretto con le mucose e le zone intime spiega questa preoccupazione. Alcune piattaforme di rivendita vietano infatti la vendita di indumenti intimi indossati, o richiedono che siano nuovi con etichetta.

Da un punto di vista infettivologico, un indumento intimo di seconda mano correttamente lavato ad alta temperatura non presenta più rischio di un indumento intimo nuovo provato in cabina. Il problema non risiede nell’acquisto di seconda mano, ma nell’assenza di un lavaggio adeguato prima del primo utilizzo.

Per i costumi da bagno o i leggings sportivi, la stessa logica si applica. Il rischio dipende dal trattamento dell’indumento dopo l’acquisto, non dal suo stato di seconda mano.

Acquistare indumenti di seconda mano non ti esporrà alla sifilide, all’HIV né a nessuna IST. L’unico rischio documentato riguarda i parassiti e i funghi cutanei, e un lavaggio a temperatura sufficiente lo neutralizza. La precauzione si riassume in un passaggio: lavare prima di indossare.

Si può davvero contrarre MST comprando vestiti di seconda mano?